Il modello economico (Le politiche)

In questa prima parte di pubblicazione, voglio parlarvi del modello economico che deve essere applicato affinché ci possa essere una ripresa nazionale e che possa essere oggetto di spunto per tutta Europa.

Partiamo dai 3 capisaldi di tale modelloComunità, Collettivismo e Servizio al Lavoro.
La comunità è fondamentale per uno sviluppo armonico di una nazione, perché tutto, economia compresa, deve essere a servizio della comunità. Questa economia deve avere uno stampo collettivista, in quanto l’espressione del capitalismo, con annessa globalizzazione, ha fallito miseramente. Non si può anteporre il profitto alla collettività, all’ambiente e alla natura. Infine c’è il servizio al lavoro, ovvero vedere il lavoro come non solo una realizzazione personale, ma un utilità per l’intera comunità, che deve essere retribuita in modo più che dignitoso.

Politica Monetaria:
Per ogni “Euro” (uso “Euro” per convenienza anche se in previsione ci deve essere l’uscita dalla “moneta unica”, ma non necessaria inizialmente visto si potrebbe stampare lo stesso in autonomia) che viene stampato, dobbiamo avere l’equivalente di un euro di lavoro svolto o di beni prodotti.  Nella mia visione di modello economico dobbiamo puntare ad una “moneta” di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati che devono essere finanziati con queste modalità devono comprendere le infrastrutture, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private con la relativa messa in sicurezza, come nelle zone a frequenza sismica per esempio, strade ma sopratutto ferrovie, ponti, canali e strutture portuali e tutto ciò serva al miglioramento strutturale dell’Italia. Fare un analisi ed elenco di tutto ciò che serve e che va messo a preventivo, facendo un totale finale per la realizzazione in tutta Italia di quel preventivo. A quel punto avviene l’emissione del corrispettivo valore di moneta da destinare alla realizzazione, denominandoli Certificati Lavorativi del Tesoro. Questa moneta stampata dal governo, differente dall’Euro ma proprio come l’Euro, non avrà come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possiede un valore concreto e lavorativo. Essenzialmente possiamo riassumere questo principio di supporto monetario, fin quando non potrà essere modello monetario nazionale, come delle semplici ricevute di credito in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo.

Politica Economica:
Le contraddizioni di questo modello economico attuale di produzione, di gestione, di accumulo delle ricchezze e quindi delle manifestazioni di una crisi globale che pone all’ordine del giorno la necessità della rivoluzione economica anti-capitalista. Anzitutto bisogna evitare di fissare di nuovo la «società» come astrazione di fronte all’individuo. L’individuo è l’essere sociale, l’individuo è l’uomo, l’uomo è un essere particolare nel suo essere sociale. Le sue manifestazioni di vita, anche se non appaiano nella forma immediata di manifestazioni di vita comune sono una espressione e una conferma della vita sociale. L’uomo, per quanto sia da quel che si è detto un individuo particolare, sia proprio la sua particolarità che lo fa diventare un individuo e un essere individuale della comunità, tuttavia la totalità ideale, l’esistenza soggettiva della società pensata e sentita per sé, allo stesso modo che esiste pure nella realtà tanto in forma di intuizione e di godimento reale dell’esistenza sociale, quanto come totalità delle manifestazioni vitali dell’uomo. Da questa semplice ma profonda riflessione ne deve derivare il modello Stato, che passa sopratutto per il modello Economico e Monetario. Analizzando gli aspetti economici possiamo riassumerli in punti 10 chiave:

  1. Espropriazione di proprietà private e di impiego derivate da attività generate da una speculazione ai danni dello Stato e dei cittadini.
  2. Imposta di un nuovo regime fiscale Flat Tax con un conseguente stralcio di debiti tributari e fiscali inesigibili.
  3. Abolizione del diritto di successione totale, con impostazione di parametri unilaterali per la redistribuzione delle ricchezze.
  4. Confisca della proprietà nazionali di tutti gli emigrati per motivi fiscali, di beni immobiliari e di beni patrimoniali.
  5. Attuazione del modello finanziario a credito con relativo monopolio del Tesoro per la regolamentazione di Stato.
  6. Tutti i mezzi di trasporto, di servizi necessari e di energie primarie nazionali devono essere senza oneri e tornare in mano allo Stato.
  7. Moltiplicazione delle attività di produzione, dei servizi, delle proprietà agricole secondo un piano collettivo direttamente dello Stato.
  8. Impostazione di un modello di green economy, che vada a sottrarsi dal monopolio del cemento e delle energie fossili.
  9. Istituzione di un reddito universale per tutti i cittadini, al di la della classe sociale e della propria redditualità.
  10. Diritto di lavoro per tutti, con applicazioni di regimi salariali vincolanti per salari pubblici e privati, con rivalutazione ed equiparazione dei lavori materiali e intellettuali.

Politica Salariale e del Lavoro:
Il salario, lo stipendio, il reddito o come si voglia definire deve essere un punto fondamentale per la vita di ogni cittadino. Per questo la società deve consentire a tutti di partire con un punto di partenza comune: Il Reddito Universale.
Partiamo da una riflessione, che ovunque nel mondo, principalmente nei paesi occidentali, l’aumento dei salari è a dir poco deludente e la quota di reddito totale distribuito ai lavoratori è diminuita radicalmente. Inoltre si fa avanti sempre più reale l’idea che le potenti nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale ed il progresso in genere condurranno ad uno stato di permanente disoccupazione (o di sottooccupazione) per la maggioranza della popolazione. Per questo bisogna, al di la del lavoro che si svolge e del reddito che si consegue, venga istituito un reddito universale che mensilmente arrivi nelle tasche dei cittadini. Questo, nel modello economico e monetario idealizzato, non sarà difficile da attuale, ne reperire moneta per soddisfare tale requisiti di bilancio, vista l’istituzione dei Certificati Lavorativi del Tesoro che a conti fatti potrebbero arrivare a liberare oltre il 22/25% della spesa pubblica, rinvestendo un 10% percento di tale percentuale per l’istituzione di tale reddito (questa la percentuale stimata per un reddito molto più che dignitoso che si possa aggirare anche a oltre 500/600€ mese), dando una sostenibilità a tutti i cittadini e consentendo anche la ripresa della circolazione della moneta euro in termini internazionali, ora proiettata in un abisso deflattivo senza precedenti in Italia.
I redditi, sommando sia quelli lavorativi che quello universale, derivato da attività private o di indennizzi pubblici non potranno superare, sia in campo privato che pubblico, alcune soglie di minimo e massimo, che possiamo indicativamente stipulare in una forbice di 5 volte superiore nel campo pubblico i stipendi dei quadri più bassi e di 250.000€.

Politica Fiscale:
La politica fiscale dovrà dovrà ruotare su un sistema fiscale  di Flat Tax e di una progressiva riduzione dell’aliquota IVA. Tale sistema si riferisce alle imposte sul reddito familiare e sui profitti delle imprese, tassate con un’aliquota fissa. Analogamente, le famiglie che rientrano in parametri rientrano in una defiscalizzazione della No Tax Area. La caratteristica fondante della Flat Tax è la semplificazione brutale del sistema e l’effetto di forte cambiamento rispetto al sistema precedente: caratteristiche perfette per l’intento che si vuole raggiungere, cioè il segnare un “punto zero” del fisco con caratteristiche di shock positivo che non si riscontrerebbero in nessuna modifica non radicale del metodo al momento in vigore. Il massimo della semplificazione si otterrebbe con una Flat Tax proporzionale che tuttavia potrebbe essere oggetto di contrasto con la Costituzione, in quanto prevede una fiscalità progressiva, ma ciò non evince che i tempi si evolvono, le necessità cambiano e a cambiare possono essere non solo le necessità. Da ricordare anche che l’inasprimento delle tasse sta già dando evidenti segni di calo di gettito, riuscendo forse per la prima volta, a dare una verifica empirica dell’esistenza della “Curva di Laffer”, la teoria per cui esiste un livello di tassazione oltre il quale all’aumentare dell’imposizione il gettito decresce, cosa che stiamo vedendo perchè debiti su debito non consentono lo sdebitamento di milioni di famiglie/imprenditori.

Claudio Lauretti