Prosegue anche quest’anno la folle e criminale Grindadràp.
La piccola baia si colora del sangue di questi poveri animali e gli spettatori non mostrano alcun disgusto, nonostante sotto i loro occhi centinaia di cetacei vengano uccisi a colpi di arpione e di grossi coltelli

Per chi non lo sapesse, il Grindadràp, come è chiamata dagli abitanti delle Isole Fær Øer, è una pesca storica locale. Si ripete da secoli ed è aperta a tutti. Le vittime: balene dal naso a bottiglia e delfini atlantici. Si tratta di un massacro bello e buono nei confronti dei globicefali, dei cetacei costretti con navi, sonar e chi più ne ha più ne metta a nuotare in branco verso la riva, dove ad attenderli ci sono centinaia di “cacciatori” pronti a decapitarli per collezionarne la carne, anche se ormai è diventata solo una macabra tradizione, uno sfogo per della gente frustrata legata a tradizioni da trogloditi, utile a sentirsi virili massacrando delle bestie indifese.

Una mattanza che va avanti nonostante Sea Shepherd, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini, abbia più volte cercato di arginare questa brutale pratica. Il prezzo pagato dall’organizzazione come goni anno non è basso: una trentina di volontari di Sea Shepherd sono finiti in carcere per aver cercato di fermare il Grindadráp. Ma gli attivisti non si sono lasciati spaventare e anche questa volta hanno cercato di impedire una strage che il Governo danese non condanna ufficialmente solo perché, molto probabilmente, la considera una tradizione. Un evento, però, che anche quest’anno fino ad oggi è costato la vita a circa 250 splendidi esemplari di balene e cetacei.

Dovete sapere che le isole Far Oer sono, sostanzialmente, indipendenti dalla Danimarca e, pur aderendo al trattato di libero scambio di Schengen, non fanno parte dell’Unione Europea. Quindi Copenhagen, in teoria, potrebbe far poco per risolvere il problema Grindadrap, invece ogni anno la Marina danese invia le proprie navi nella zona per proteggere la caccia da eventuali intromissioni di cittadini che sono contrari. Quindi, una certa ingerenza da parte delle Danimarca esiste, da questo “paese civile” in favore di questa barbarica tradizione.

Per firmare la petizione “Fermiamo il Grindadap” cliccare sul seguente link: https://www.change.org/p/chiediamo-alla-danimarca-di-annullare-il-grindadràp-la-mattanza-di-delfini-e-balene

Claudio Lauretti