Finalmente. Sono in stati salvati tutti e dodici i ragazzi e l’allenatore della loro squadra di calcio che dallo scorso 23 giugno erano intrappolati nella grotta di Tham Luan, nel nord della Thailandia, sono stati estratti con successo, al termine di una lunga e complicata operazione di salvataggio. 

Hanno lasciato la grotta e sono in buone condizioni anche i quattro Navy Seal – tra cui un medico militare – che per una settimana hanno fatto compagnia ai 12 giovani calciatori intrappolati con l’allenatore. Lo ha annunciato Narongsak Osatanakorn, responsabile dei soccorsi. Un incubo durato troppi giorni per questi ragazzi, giovani sportivi che volevano movimentare una delle quotidiane giornate nella routine della Thailandia.

E a proposito di medici, quelli dell’ospedale di Chang Rai fanno sapere che i ricoverati stanno bene. Camminano, scherzano, chiedono cioccolato. E vogliono sapere dei loro compagni, se stanno tutti bene. Quattro di loro hanno potuto finalmente vedere da vicino i genitori, sia pure attraverso una vetrata che li tiene in quarantena (almeno fino a mercoledì sera) per il rischio d’infezioni: mani attaccate al plexiglass, un foglietto di mamme e papà con la scritta «vi vogliamo bene».

I ragazzi stanno bene fisicamente, ma alcuni di loro hanno problemi di sonno: «I normali sintomi da stress post-traumatico, che non se ne andranno via subito». Sono sotto cura d’antibiotico, qualcuno ha ricevuto un leggero sonnifero. Ma più delle medicine, a curarli sarà presto l’abbraccio di casa.

Fortunatamente si è concluso in positivo una drammatica situazione che ha tenuto il con il fiato sospeso il mondo intero.

Claudio Lauretti