Oggi si discute (con relativa votazione) in Parlamento Europeo la proposta di direttiva (legge sul copyright) che permetterà di difendere il copyright e quindi il pagamento di chi fa un lavoro intellettuale. In poche parole la direttiva vuole stabilire che un conto è che una persona, una scuola, una biblioteca, un ricercatore scambi contenuti con altri anche se protetti da copyright, cosa legittima, un altro è se a farlo sono le grandi piattaforme del web per guadagnarci sopra. 

L’autospensione di WIkipedia. Per chi non conosce cosa sta accadendo su Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo si è autospesa. Molti staranno pensando “la più grande enciclopedia libera”, non sono d’accordo sulla “libertà” di Wikipedia, in quanto in molteplici occasioni ho cercato di dare il mio contributo inutilmente, ma questa è un’altra storia.

Veniamo al messaggio di autosospensione che dal 3 Luglio è online su tutte le pagine (dandone di fatto una sospensione totale). Il problema che solleva la comunità italiana (e non solo) di Wikipedia è che il 5 luglio 2018 (oggi) il Parlamento Europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Il comunicato di Wikipedia prosegue: “Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.”

Vale la pena spiegare bene che il testo originale della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, indicata con il codice 2016/0280 (COD) e che si compone di ben 33 pagine molto complesse, alle cui si aggiungono gli emendamenti che saranno discussi oggi, pongono tutta la questione al centro di numerose polemiche.

L’obiettivo previsto è quello armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali e in particolare di Internet. La commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato la proposta lo scorso 20 giugno 2018, ma è necessario un ulteriore voto da parte di tutto il Parlamento affinché diventi legge. 

Veniamo alla problema, analizzandolo più nel dettaglio, ovvero che la direttiva contiene due articoli – l’11 e il 13, citati anche nel messaggio di Wikipedia – che secondo molti osservatori potrebbero avere conseguenze pericolose per la libera circolazione delle informazioni online.

L’articolo 13 dice che i contenuti caricati online nell’Unione Europea devono essere verificati preventivamente, in modo da impedire che finiscano online file con materiale protetto dal diritto d’autore. Sempre l’articolo 13 imporrebbe di fatto un controllo preventivo dei contenuti che vengono pubblicati online, creando un vero e proprio filtro contrario ai principi di apertura e libera circolazione delle informazioni su Internet. Lo stesso articolo 13 è estremamente vago e non indica le possibili soluzioni tecniche per raggiungere un obiettivo così ambizioso, né indica con precisione responsabilità e regole per applicarlo.

L’articolo 11 prevede, invece, l’istituzione di una sorta di “tassa per i link” da fare pagare alle grandi piattaforme online come Google e Facebook per poter linkare i siti di notizie. In pratica Google e gli altri dovrebbero concordare una licenza con ogni editore, pagando una cifra annuale che copra la loro attività di segnalazione e link verso gli articoli.

Credo che, per alcuni aspetti sia giusto normare questo tipo di attività, dall’altro però penso che un eccessiva regolamentazione (come per la recente GDPR) possa creare più danni che altro, in quanto si vengono a creare circoli viziosi dove, troppo spesso, a rimetterci sono i cittadini. 

Claudio Lauretti