Nuovo naufragio nel Mediterraneo. Una barca, che trasportava un centinaio di migranti, è affondata a Est di Tripoli. I migranti dati per dispersi sono oltre 100 e 16 sarebbero i superstiti salvati dalla Guardia costiera libica. Sono stati recuperati i corpi senza vita di tre bambini annegati: avevano tutti “meno di un anno”, ha comunicato la Guardia costiera libica.

Ora, credo sia arrivato il momento di dire le cose veramente come stanno: chi sono i responsabili dell’immigrazione e su chi pesano queste morti? Semplice, le maggiori responsabilità gravano sui radical chic (i cosidetti buonisti) e le democrazie occidentali. Direi che abbiamo dato fin troppo spazio ai Saviano o ai Tommasi di turno, credo sia il momento di spiegare a loro e a tutti coloro che la pensano come loro che, premessa la loro buona fede, non hanno capito praticamente nulla di come va il mondo, o potrebbero far finta di non capire, ma lasciamo correre sui pareri personali.

Partiamo dall’Africa, intesa come quell’immenso continente ricchissimo di materie prime e metalli preziosi.
A partire dal XV secolo, gli europei, che approdarono per la prima volta nell’Africa subshariana, hanno colonizzato l’Africa, sia per risorse, che per manodopera. Sono cinque secoli che l’epoca coloniale va avanti, essa ha lasciato tracce profonde nel continente, e questi fenomeni migratori continuano a lasciarle. Sono cinque secoli che il colonialismo influisce profondamente influito sull’economia del continente. Lo sfruttamento delle ricchezze minerarie e forestali ha provocato l’alterazione degli equilibri ambientali e delle tradizioni. La fragilità politica dell’Africa è dimostrata anche dagli avvenimenti più recenti. Negli ultimi vent’anni, infatti, regimi dittatoriali e guerre civili hanno spesso concorso ad insanguinare il continente: dall’Angola al Mozambico, dall’Etiopia al Sudan, dalla Liberia alla Sierra Leone, fino al terribile genocidio del ’94 in Ruanda e ai conflitti ancora in corso. L’Africa continua ad essere martoriata da esplosioni di odio e di violenza, cui sovente non sono estranei gli interessi dei Paesi ricchi del Nord del Mondo, che controllano e sfruttano economicamente l’interno paese.

Facciamo qualche conto, ad esempio, il rapporto tra alcuni fatturati di alcune multinazionali che conosciamo bene e alcune delle nazioni dove la povertà 

Fatturato di alcune delle più importanti Multinazionali

General Motors 145,7 Mliardi di dollari
Coca Cola 35,41 Miliardi di dollari
Unilever 53,72 Miliardi di dollari
Apple 229,2 Miliardi di dollari
Samsung 223,4 Miliardi di dollari
Sony 6,5 “Migliaia di Miliardi” di dollari

Prodotto Interno Lordo (PIL) di alcune nazioni africane

Angola 192 Miliardi
Congo 68 Miliardi
Senegal 43 Miliardi
Burkina Faso 37 Miliardi
Somalia 17 Miliardi
Eritra 10 Miliardi
Burundi 8 Miliardi

Parliamo di accoglienza o di razzismo, ma in pochi si rendono conto che stanno parlando del nulla. Nessuno di questi intellettuali o di questi “cittadini buoni” ha mai portato tale evidenza in televisione o nelle “chiacchiere quotidiane”. Perchè la loro storia non è capire cosa accade, ma puntare il dito verso il disastroso risultato finale dando dello xenofobo o fascista o razzista a tutti coloro che dicono che l’immigrazione è un fenomeno derivato dalla miopia africana e dalla follia speculativa europea. Globalisti mascherati da buonisti che gridano alla vergogna da attici di lussuosi palazzi o da ville dal valore inestimabile, con i loro diamanti insanguinati, con i loro iphone o samsung di ultimo modello, dei pranzi e cene ricche di ogni ben di Dio. Loro parlano, anzi, sparano ca***te.

L’Africa, attraverso un’esportazione equa dei propri prodotti, potrebbe già essersi risollevata dalla povertà. Il problema di base è che fino a quando i governatori africani non cambieranno il proprio modus operandi di predatori cannibali, finanziati dalle democrazie occidentali, la situazione non cambierà.

L’Africa possiede più del 10% delle riserve globali di petrolio, un terzo di quelle di cobalto ed altri metalli ed il 40% dell’oro di tutto il mondo. Senza poi parlare dell’immenso potenziale agricolo. Basterebbe cominciare a coltivare le terre dell’Africa in maniera responsabile nei confronti degli africani ed il problema della fame scomparirebbe poco a poco. La povertà di questo continente è nata dalle politiche di re e governanti africani, che hanno sempre voluto che l’Africa restasse una terra di schiavi, le democrazie occidaentali vogliono che sia una terra di schiavi, così, invece di aiutare i popoli, hanno collaborato al suo sfruttamento ed a quello delle proprie risorse naturali. 

L’ipocrisia di aprire le frontiere a tutti, l’ipocrisia dell’accoglienza, nasce qui, nasce da tutti coloro che vogliono sentirsi in pace con la propria coscienza dicendo falsità e accontentandosi delle proprie verità che si ripetono fin quando a loro non sembrano vere. Intanto la gente muore

Ma torniamo a parlare di dati e numeri.
Sapete quante persone vivono con meno di 2 dollari al giorno? Nella sola Africa sono 650 Milioni di persone. In Asia circa 890 Milioni di persone. Nel mondo, in complessivo, le persone al di sotto dei 2 dollari al giorno sono 3 miliardi. Quindi, cosa ci aspettiamo nel far venire i migranti qui? Cosa pensiamo di risolvere? Nulla. Perchè i più poveri, quelli veramente poveri, muoiono li, nel silenzio della comunità mondiale. Però l’indignazione nasce per dei bambini affogati, ma tutti quelli che muoiono di stenti ogni giorno? Quelli possono essere sacrificabili, tanto non li vediamo, poi vuoi mettere, rinunciare alla coca cola o al samsung? Non esiste proprio vero? Ecco del perchè i responsabili sono queste persone.

Coloro che riescono ad arrivare qui oltretutto sono gli elementi migliori di quelle nazioni, quindi non solo lasciano le loro terre ai più poveri, ma si favorisce il potere delle multinazionali in quei posti, dove nessuno può più reclamare la propria dignità.  Io a queste persone vorrei dare un futuro a casa loro, non una illusione a casa mia, ne la mia misericordi o elemosina, questo lo vogliono gli ipocriti, che devono sentirsi realizzati. Non c’è vergogna nel dire invece che sarebbe opportuno dargli dignità e autodeterminazione nei loro paesi nativi, nel rispetto delle loro tradizioni e delle loro possibilità, dandogli tutte le opportunità che gli aspettano.

Claudio Lauretti