Incredibile ma vero. La Papua Nuova Guinea sta pianificando di chiudere Facebook per un mese intero come parte di un esperimento per prevenire l’abuso sistematico del social network.

Il ministro delle Comunicazioni, Sam Basil, ha dichiarato che la chiusura di Facebook per un mese consentirebbe all’Istituto nazionale di ricerca del Paese di effettuare ricerche sull’abuso del social network stesso“Il tempo consentirà di raccogliere informazioni per identificare gli utenti che nascondono dietro account falsi, utenti che caricano immagini pornografiche, utenti che pubblicano informazioni false e fuorvianti su Facebook per essere filtrati e rimossi” ha dichiarato Basil.

La mossa del ministro Basil ha un sapore decisamente preventivo, tenuto conto che secondo i dati della Banca Mondiale meno del 10% degli 8 milioni di abitanti di Papua Nuova Guinea, paese affascinante e in molte sue realtà in stato di grande arretratezza, ha un accesso diretto a Internet. Basil chiosa: “Se necessario possiamo riunire i nostri sviluppatori locali di app per dare vita a un social che risponda alle vere necessità dei papua-melanesiani”.

Ma non tutti hanno preso la notizia con piacere, tanto è che le reazioni sono state molteplici, tra cui la presa di posizione dell’opposizione, i quali hanno dichiarato il sospetto che il governo voglia in qualche modo controllare gli utenti sui social critici nei confronti. Basil ha negato che la misura possa essere una minaccia per la libertà di pensiero: «Non penso che sia così perché i parlamentari sono aperti alle critiche», ha affermato. Bryan Kramer, deputato dell’opposizione ha definito l’iniziativa «ridicola» e «stupida, perché che senso ha chiudere una piattaforma per studiarla? — ha dichiarato—. È come dire: spegniamo la tv per studiare i suoi effetti negativi così possiamo studiare uno schermo nero».

Rimane il fatto che Facebook sarà offline per un mese, saremo molto curiosi di sapere l’esperimento cosa ha prodotto.

Claudio Lauretti