Secondo dei ricercatori, Venezia, una delle città più belle e caratteristiche del mondo, potrebbe essere inghiottita dal mare entro 100 anni. Lentamente ed in modo continuativo, Venezia perde un millimetro/due millimetri all’anno a causa del cedimento del suolo e altrettanto per l’innalzamento del livello del mare. Le giornate di acqua alta che oggi sono in media 4 all’anno, diventeranno fra le 20 e le 250 entro il 2100. Il movimento della città più suggestiva del mondo è stato osservato con una risoluzione senza precedenti (3 metri) in uno studio pubblicato su Scientific Reports. Lo hanno scritto, utilizzando vent’anni di dati dai satelliti, Luigi Tosi del Cnr, Pietro Teatini dell’università di Padova e Tazio Strozzi del Gamma Remote Sensing, in Svizzera.

Ma non solo, non c’è solo il livello del mare che si sta innalzando (eustatismo), ma anche il suolo che si abbassa (subsidenza). E questo era noto. Secondo quanto si sapeva finora però l’entità della subsidenza era più contenuta, invece pare non essere così. Per lo meno nell’ultimo decennio. Le nuove misurazioni giungono da una ricerca condotta da Yehuda Bock, geodeta dell’Istituto di oceanografia dell’Università di San Diego in California, in collaborazione con l’Università di Miami in Florida e con la società italiana Tele-Rilevamento Europa, che misura le deformazione terrestri, analizzando i dati raccolti da Gps e radar satellitari (InSAR) per quanto riguarda Venezia e la sua laguna.

Anche se gli abitanti di una delle città più visitate d’Italia hanno da sempre saputo convivere con la laguna, i pesanti interventi umani dell’ultimo secolo stanno mettendo a serio rischio l’equilibrio di questo ecosistema a metà tra terra e mare.  Venezia, più di ogni altra città nel mondo, è il simbolo del rapporto tra umani e natura: se fino ad oggi questo equilibrio è stato mantenuto attraverso lenti ma costanti cambiamenti della durata di secoli, la rivoluzione industriale ha accelerato a dismisura il mutamento delle condizioni del pianeta a tal punto da mettere a repentaglio proprio questo equilibrio.

Una delle città più visitate del mondo è pronta a reagire ad un problema globale di questo tipo?

Claudio Lauretti

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