La scoperta arriva dal Regno Unito, il polpo ha una coscienza animale tutta sua. E’ la specie che si avvicina di più all’uomo per intelligenza. 

Il polpo comune (Octopus vulgaris) o piovra è un cefalopode della famiglia Octopodidae, che non deve essere confuso col polipo che invece è ad esempio l’animale che dà origine al corallo. Il termine polpo ha origine dal latino pōlypus, da una forma greca dorica πώλυπους (pṓlypous) o πωλύπους (pōlýpous), in attico πολύπους (polýpous), probabilmente da πολύς (polýs), “molto”, e πούς, (póus), “piede”, quindi “dai molti piedi”. Spesso ci si riferisce al polpo utilizzando la parola polipo, ma il nome zoologicamente corretto è polpo, in quanto i polipi sono invece animali acquatici (o una forma di essi) appartenenti al phylum dei Cnidari.

Secondo recenti studi, il polpo, oltre ad essere dotato di otto braccia e tre cuori, ha occhi quasi “umani”, tentacoli che si autorigenerano, innate doti attoriali e una pelle capace di cambiare colore per sfuggire ai predatori. Con le sue ventose può percepire i sapori del cibo, orientarsi in un labirinto, aprire bottiglie e barattoli. Se inseguito, il polpo è capace di spostarsi molto rapidamente espellendo l’acqua da un sifone a forma di imbuto posto a lato della testa. Trovato un rifugio, vi si infila con facilità e, se le cose si mettono male, è in grado di perdere il tentacolo a cui è avvinghiato il predatore (in genere uno squalo, un delfino o un’anguilla). Quell’arto verrà poi rigenerato automaticamente. 

Grazie a particolari cellule pigmentate, il polpo può assumere in breve tempo l’aspetto di qualunque elemento nei paraggi, sia esso uno scoglio, un fondale sabbioso, una barriera corallina o addirittura un altro animale. Nella foto un esemplare di polpo dagli anelli blu australe (Hapalochlaena maculosa), tra le creature più velenose di tutti i mari. Nel suo caso, la colorazione brillante ha uno scopo tutt’altro che mimetico. Quando il mollusco è agitato, le macchie azzurre si fanno ancora più visibili, come per avvertire i nemici della sua capacità di iniettare neurotossine mortali.

Questi eccezionali animali sanno addirittura variare il loro RNA, una sorta di mini-evoluzione in diretta. Laddove il DNA è responsabile della nostra struttura a lungo termine – il colore degli occhi ad esempio – l’RNA può modificare alcune funzioni fisiologiche a breve termine. Ma la portata dei mutamenti nell’RNA del polpo non ha uguali nel mondo animale. Sembrano persino in grado di modificare la velocità di segnalazione del loro sistema nervoso, così da riuscire a sopravvivere negli ambienti più estremi, come l’acqua molto fredda.

Ma la cosa più sensazionale è la sua intelligenza, generando una vera coscienza animale. I polpi in cattività sempbra sapere delle loro condizioni, si perchè l’intelligenza e la coscienza del polpo non si limita ad aprire un barattolo o orientarsi in un labirito, hanno una propria autoconsapevolezza. Quando provano a scappare, attendono il momento che nessuno li guarda, ci sono polpi che hanno allagato interi labooratori tappando i rubinetti con le loro braccia. Ma non è tutto, all’Università di Otago, un polpo spruzzava acqua verso le lampadine accese per indurre l’lintero laboratorio al corto circuito, alla fine lo hanno liberato.  Il caso più eccezionale fu quello della Millersville, in Pennylvenia, dove un ricercatore aveva scongelato un calamaro, per darlo al polpo come pranzo, quest’ultimo, anziche mangiarlo lo ha stretto a sè con un braccio teso in avanti (come se fosse una difesa).

Questi esseri, come tanti esseri viventi eccezionali, finiscono suoi piatti di tutto il mondo. Provo una profonda tristezza nel comprendere ciò che non possiamo ancora combattere, se non con l’informazione, un informazione di cuore, ma inadeguata all’obiettivo: quello di rendere la Terra un posto migliore per tutti, uomini, animali e ambiente compresi.

Claudio Lauretti