Tutte ste pagliacciate…è solo un cane!“, queste sono le parole che un 44enne romano ha rivolto agli agenti della polizia di Stato che stavano confortando il figlio a cui aveva appena ucciso, lanciandola dal 7° piano, la sua cagnolina, una cucciola di Jack Russell.

Questo è quanto e accaduto il 19 aprile nella periferia di Roma. Un gesto folle, di una persona pericolosa. Gli agenti, intervenuti, sul posto dopo una segnalazione al numero unico delle emergenze (npdr di cui dedicherò a breve un articolo perchè non lo condivido assolutamente), hanno individuato l’abitazione ed hanno trovato un adolescente in lacrime che stringeva al petto la femmina di Jack Russell che il padre aveva ucciso lanciandola nel vuoto.

Quando ormai si era formato un gruppo di persone interno alla bambina e agli agenti, è arrivato il 44enne che, già da lontano, ha iniziato ad insultare gli agenti, poi ha colpito con calci e pugni i due poliziotti che cercavano di fermarlo. La furia dell’uomo è stata vinta, senza ulteriori conseguenze per nessuno, usando lo spray al peperoncino in dotazione alla Polizia di Stato. Il 44enne ha continuato però a colpire le auto della polizia e, dentro gli uffici del commissariato Esposizione, ha cercato di auto-lesionarsi. Gli agenti del Reparto Volanti e del commissariato Tor Carbone hanno accertato che nell’appartamento c’era un altro cagnolino della stessa razza.

Adesso, detto tutto ciò, una persona così come possiamo pensare di dargli una “seconda opportunità”? Non possiamo e non dobbiamo. Non tutte le persone possono essere reintegrate nella società civile, perchè non possono (se hanno problemi di squilibrio mentale) e/o non vogliono (pare strano, ma sì, a molti piace vivere da delinquenti). Ma la colpa è anche nostra perchè essere una società civile, non vuol dire essere una società debole, moderata e liberale, perchè sfocia in una società ipocrita, che sistematicamente finisce per favorire il forte ai danni del debole.

Persone come il 44enne qui, oltre a farsi almeno 10 anni di carcere, dovrebbe perdere la podestà genitoriale, perchè un essere del genere non potrà mai veramente proteggere, educare ed istruire il figlio e curarne gli interessi.

Claudio Lauretti