In Spagna non sono solo i levrieri che non se la passano bene, tutti i cani non godono di una buona possibilità di vita. Dopo la corrida, la Spagna può “vantare” l’inferno l’orrore delle Perreras, ovvero dei veri e propri canili lager. Per chi non lo sapesse, le Perreras sono canili municipali, in alcuni casi funzionano anche come strutture per i ricoveri per animali. Cosa hanno di “infernale”, partiamo dal fatto che dovete sapere che funzionano come i vecchi uffici postali: dal lunedì al venerdì. Da venerdì a mezzogiorno fino a lunedì mattina, gli animali non sono sorvegliati, abbandonati a se stessi.

Le condizioni socio sanitarie sono disastrose. Non c’è nulla nelle Perreras, in questi canili lager. Basta girare su internet per raccogliere informazioni e scoprire che i cani sono condannati a morte, alcuni vengono addirittura bruciati vivi, legati per le zampe per non farli muovere, muso per non farli mordere e guaire, messi poi in un sacco, e buttati nei forni crematoi. Spesso vengono anche soffocati, se capita impiccati, se invece più fortunati, muoiono prima di essere abbattuti a causa della mancanza di cibo e acqua, a causa delle ferite non curate o per infarto da stress. Ma non solo, sono tante le cose che non accadono o che sono presenti nelle perreras, come ad esempio:

  • Non esiste un kit di primo soccorso per i bisogni che esistono lì.
  • Non ci sono stanze per i trattamenti e le cosiddette “camere di cura” che sostengono di avere fanno schifo e all’interno di esse manca qualsiasi forma di igiene, in barba a qualsiasi norma sanitaria.
  • Molti non sono e non vengono vaccinati.
  • Nnon vengono sverminati internamente.
  • Non vengono microchippati.
  • Non castrano i maschi.
  • Non sterilizzano le femmine.

 In questi canili municipali, gli animali sono affollati. Si producono femmine con maschi così le cucciolate indesiderate. I cani sani vivono con cani malati e vivono anche con i mortiIl veterinario avrebbe e dovrebbe avere il dovere morale di denunciare comportamenti inumani o punibili con le attuali norme sulla protezione degli animali di cui sono a conoscenza. Non ho ancora sentito alcun caso in cui uno di questi veterinari denuncia tutte le irregolarità e le atrocità commesse in questi canili municipali, e ancor meno, che si rifiutino di uccidere gli animali.

Per concludere, non esiste nemmeno un serio programma di adozione. Danno l’animale al primo che arriva con i soldi davanti,  con un pò di fortuna l’animale può vivere qualche giorno, visto le tali condizioni in cui vengono consegnati ai nuovi adottanti.

Claudio Lauretti