Anche il “green” Canada minaccia l’ambiente

Dal Canada, famoso nel mondo per il suo alto benessere sociale e culturale, arriva una pericolosa minaccia per la tutela dell’ambiente, ovvero la costruzione del raddoppio dell’oleodotto “Trans Mountain Pipeline“, ovvero l’oleodotto che porta il petrolio di gran parte dell’estremo Nord dell’America fino all’Oceano Pacifico.

Il nuovo oleodotto parallelo a quello vecchio trasporterà circa 890mila barili al giorno per un tragitto lungo 1.200km. Sarà potenziata l’estrazione delle sabbie bitumose dell’Alberta, comportando un aumento del 14% di anidride carbonica annua. Gli ambientalisti locali hanno anche aggiunto che tutto questo porterà un aumento di oltre 3,6 milioni di automobili in strada, rendendo ancora maggiori le emissioni inquinanti.

Il progetto va in netto contrasto con il Primo Ministro Canadese, Justin Trudeau, che si presenta come paladino della tutela ambientale. Esso ha dichiarato che la posizione del Canada agli accordi di Parigi cambieranno, cercando di onorare comunque la soglia massima di emissione. Ma i conti non tornano. Infatti questo raddoppio di oleodotto produrrà circa 17 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Il 2 Ottobre scorso sono scesi in piazza molti gruppi ecologisti/ambientalisti denunciando al Tribunale di Vancouver che  il Governo non ha chiesto il parere delle comunità popolari e native interessate e che quindi il progetto deve essere bloccato.

Per chi volesse approfondire il progetto (in lingua madre) potrà farlo andando dal seguente link:  https://www.transmountain.com/project-overview

Claudio Lauretti

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