La televisione e i bambini: serve una tv educativa

La società moderna ha ideato nuovi e differenti sistemi di comunicazione di massa e, tra tutti questi, la tv è l’apparecchio più diffuso e persuasivo, il suo potere è talmente elevato da sollevare interrogativi circa le conseguenze che può avere sui bambini in particolare. L’invenzione della televisione ha modificato la vita delle persone, influenzando le abitudini e scandendo i tempi e ritmi della quotidianità. Gradualmente, il televisore si è ritagliato un posto in primo piano nella nostra vita, diventando il principale mezzo d’informazione, di intrattenimento e soprattutto uno strumento di educazione per i più piccoli, visto anche l’influenza spropositata che ha su di loro e la curiosità che gli suscita, anche se l’avanzare delle tecnologia questo primo posto è molto ridimensionato dal web, rimane comunque il mezzo di comunicazione per eccellenza, almeno per il prossimo decennio.

Gli adulti spesso accendono il televisore solo per avere un sottofondo sonoro che funga da compagnia o intrattenimento, al contrario, per i bambini, la famosa scatola nera, è uno mezzo per prendere consapevolezza del mondo, per conoscerlo e studiarlo. A tal proposito non bisogna dimenticare che il primo ambiente con cui verrà a contatto il bambino, avrà un ruolo cruciale per la formazione della propria identità, fondamentali saranno le prime figure con cui avrà a che fare, le quali diverranno modelli da imitare. Passano ore al giorno a guardare cartoni animati e spettacoli capretto. Questo li fa diventare sedentari. Essi diventano dipendenti da televisione. Un bambino dovrebbe usare tutte le sue energie sulle attività fisiche e giocare piuttosto che passare tutto il suo tempo davanti alla TV. Anche la TV è davvero colpisce la vista. La TV si è gradualmente trasformata da strumento d’informazione (informazione molte volte a senso unico) e intrattenimento nel tempo libero, in vero e proprio educatore di bambini al punto da rappresentare spesso una “compagnia virtuale”, talvolta preferita in parte o in tutto a quella reale. Inoltre, ha cominciato a produrre modelli di vita che sono diventati sempre più esempi da interiorizzare e imitare.

Un film o un cartone animato presuppone che si possa classificare una correlazione tra le varie immagini. Tuttavia, i bambini non hanno ancora il background necessario per poter giudicare in modo appropriato e critico le immagini artificiali. Questo mette in difficoltà il cervello dei bambini, perché viene richiede loro qualcosa che devono ancora elaborare nel corso dei primi anni della vita. I bambini inoltre non afferrano ancora che i fatti che percepiscono sono pura finzione. È recente la notizia di un bambino di 6 anni morto soffocato da un laccio appeso alla maniglia della porta d’ingresso di casa mentre giocava a imitare Spiderman.

Per il resto, la televisione, oggi, è un immenso insulto all’intelligenza di chi guarda. Cosa c’è in televisione? Nulla. Eppure esso strumento è un opera straordinaria che dimostra la grandezza dell’uomo. Il problema che viene usato per trasmettere una serie di idiozie per minorati mentali, dando spazio a persone che tutto hanno tranne che quella grandezza che dovrebbero trasmettere al popolo. Le uniche cose che vanno in onda sono squallidi reality show,  format di in”trash”ttenimento, report di parte e clamorosamente indirizzati, programmi di gossip e ridicole fiction.

Dobbiamo aspirare a sviluppare un modello di comunicazione che possa essere istruttivo e formativo, con una televisione non demenziale, perchè i nostri ragazzi sono i cittadini del domani. Non dimentichiamolo.

Claudio Lauretti

 

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