Lo stadio della Roma? In questo modo non deve essere realizzato

La vicenda dello stadio della Roma, come cittadino e come attivista, mi sta lasciando molte perplessità e domande.
Ma partiamo dal pensiero personale: Lo stadio, in questo modo e con questo progetto, non deve essere fatto. Non deve essere fatto per moltissimi motivi, uno su tutti che il MoVimento è contro la cementificazione e le speculazioni immobiliari ai danni del territorio e dei cittadini.

Mi fa molto piacere leggere che di questa opinione è anche la portavoce Roberta Lombardi, che scrive la: “Non ci sto a vedere Roma martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale. Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l’equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli. Sapete perché? Perché è a fortissimo rischio idrogeologico. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è? Lo dico senza mezzi termini: questo non è un progetto per la realizzazione di uno stadio, questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle. E noi non possiamo permetterlo“.

Concordo anche con la posizione di Francesco Sanvitto, su come su questa storia, ovvero su come il Tavolo di Lavoro dell’ Urbanistica è favorevole allo stadio della Roma, ma é contrario alla “furbanistica” che vuole espropriare i territori ai cittadini. Il tavolo con Francesco propongono semplicemente poche regole di trasparenza e di modalità di applicative, come ad esempio:

a) – Gli standard pubblici vengono ceduti gratuitamente come per legge e non “espropriati” con la moneta urbanistica del Comune;
b) – I conteggi dei costi delle opere pubbliche esterne alle aree di proprietà vengono fatti su computi metrici di progetti esecutivi cantierabili con il prezziario della Regione Lazio a cui viene applicato il ribasso medio delle gare di appalto dell’ ultimo anno ;
c) – Il “costo di costruzione” riconosciuto dal Comune non deve superare i 1.200 €/mc ;
d) – Il valore a metro cubo della “moneta urbanistica” per quella zona e quelle tipologie deve essere stabilito da un ente pubblico preposto quale l’ ”agenzia del territorio”.

Leggere però sul blog un articolo che fa capire come, c’era una volta il MoVimento dell’uno vale uno, dei cittadini che entrano nel sistema, degli eletti che chiedevano ai giornalisti di essere chiamati cittadini o portavoce, è triste e quello che ieri Beppe Grillo ha regalato ai noi attivisti e lettori del suo blog, in un post che, ironia della sorte, si intitola “Solo il MoVimento difende la libertà d’espressione in Rete #NoLeggeGambaro“, Beppe chiude, attraverso l’articolo di Manlio Di Stefano, con un avviso che appare diretto alla base romana:

“Per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal MoVimento 5 Stelle gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti. Chiunque altro si esprime solo a titolo personale e come tale devono essere prese le sue dichiarazioni”.

Questo messaggio, che ha come destinatari gli attivisti del MoVimento, leggerlo, come ad intendere che la base del M5S non dategli peso, mi lascia veramente un amaro in bocca, per il momento. Questo in generale, che nel particolare romano, si traduce più o meno così a mio giudizio, in questa circostanza: sullo stadio della Roma quello che dice la base non ha valore. Già, forse perché dall’alto è stato deciso: il progetto stadio della Roma deve passare.

Claudio Lauretti

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