La sacralità della vita di tutti gli esseri viventi

vita animale

Continuo a chiedermi come sempre se davvero l’uomo non è in grado di fare di meglio. Non posso pensare che l’interesse, inteso come accezione del termine, venga prima della vita, quella vita, materiale, troppo spesso buttata, collusa con questo sistema che ci vuole avidi, avari, indifferenti, dove si da importanza a cose che importanza non hanno, nascondendoci alla vista ciò che invece dovremmo attenzionare, tutelare e valorizzare.

Città rase al suolo, bambini esanimi, fiumi mari oceani inquinati, allevamenti intensivi lager di non ritorno di oltre di un miliardo di animali l’anno, i pesci non si contano nemmeno più. Stiamo vivendo un momento storico duro e molto complesso, scandito da guerre, atti di terrorismo, inquinamento e contaminazioni galoppanti, pochezza spirituale, etica e culturale in un era di ultra capitalismo finanziano, che spinge a renderci macchine da consumo. La crisi finanziaria unita alla morte quotidiana di animali e ambiente è certamente l’emblema delle tragedie in atto. È doveroso riconoscere che l’umanità è in pena e che tutto farebbe pensare alla morte del buon senso e del dialogo. Come se il silenzio e la paura avessero vinto. Come se ci arrendessimo alla logica per cui la lingua delle armi abbia un potere maggiore di quello delle parole e, realtà ancor più grave, come se dessimo credito a chi usa il nome di Dio per giustificare e motivare i suoi crimini.

Molti di noi non si arrenderanno.
Ora, immagino che molti di voi avranno un animale domestico, ma avete mai guardato negli occhi un maiale o una mucca? Allora non potete capire, ne sapere di cosa parlo. Dove sta la difficoltà nel riconoscere i diritti basilari a tutela del benessere degli animali? Forse sta nel fatto che ciò limiterebbe il potere dell’uomo. L’uomo a cui piace sentirsi padrone del mondo, causa e fine di ogni cosa. Antropocentrismo: la malattia dell’uomo-bambino, che pensa di essere un il centro dell’universo circondato da oggetti messi lì per soddisfare ogni suo desiderio. Non è così. Chi la pensa così è solo un frustrato che pensa di far valere se stesso affermandosi sui più deboli.

Loro hanno un’anima come noi, sentono come noi e vogliono “vivere” come noi.
Con “essere senziente” si intende un individuo in grado di “sentire”, cioè provare sensazioni e, per estensione, emozioni: piacere, dolore, rabbia, paura, gratitudine. Molti dibattono sulla differenza fra essere un “essere senziente” e avere una “coscienza”. Secondo le definizioni ufficiali, c’è una bella differenza, ma questa differenza non esiste. Gli animali hanno anche una coscienza dettata dalla propria natura. Privarli della loro coscienza equivale a offrire il presupposto alla “materializzazione” delle loro vite, che invece devono essere anche per loro un diritto inalienabile.

“Il grado di bontà di un popolo è dato da come tratta gli animali. Il nostro da quanto lottiamo per difenderli.”
Claudio Lauretti

 

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